SIR SLY – MATERIAL BOY

Un fantastico brano che mette in evidenza la dicotomia tra mondo material-capitalista e mondo selvatico. Tra apparire ed essere.

Un’opera musicale e artistica, tra il brano e il bellissimo e significativo video, che rappresenta egregiamente tanto di quella letteratura psicologica maschile che sta gridando “allarme”, “emergenza”: se l’uomo si sconnette dai suoi sensi, dal mondo del selvatico, è a rischio l’intera psiche umana e la stessa salvaguardia del nostro ambiente.

Un brano che mi è arrivato incontro da solo, proprio mentre studio e scrivo su questi temi al maschile, tra la musica e l’antropologia, tra il rock e l’amore, tra la poesia e la disperazione – umana, in cui versiamo tutti, oggi.

Noi e le nostre relazioni, con gli esseri umani e con il mondo selvatico.

Non a caso, l’incredibile successo di un film come Into the wild” (2007).

Di questa opera d’arte e di denuncia consiglio di ascoltare attentamente il testo – o di leggerlo – e anche di guardare attentamente il video e provare ad ascoltare cosa sentiamo nel nostro corpo durante ascolto e visione.

SIR SLY è una band statunitense indie rock, capeggiata dal vocalist Landon Jacobs. Debuttarono nel 2013, ancora poco conosciuti in Italia (a mio avviso), ma veramente meritevoli e degni di attenzione.

I giovani statunitensi avvertono, più ancora che gli altri uomini ad altre latitudini dell’Occidente, il peso gravoso degli errori del patriarcato, degli squilibri creatisi dall’allontanamento dalla terra e, oltre a questo, il peso di tutto il sangue versato per esistere lì.

Ricordiamo, tra i vari esempi, il fantastico Sam Fender che, ancora giovane uomo, ha già ben chiaro, nella sua sensibilità e nei suoi versi, il peso che dovrà portare su di sé per aver avuto degli antenati sanguinari. Eserciti di uomini sconnessi dal cuore.

Il patriarcato è reale, la prova è qui nella mia canzone.
Siederò e mi occuperò di ogni dettaglio delle cose sbagliate che compie,
perché sono un maschio bianco, pieno di vergogna.
La mia stirpe è malvagia e la loro malvagità non se n’è ancora andata”

  • Sam Fender, “White privilege”

Vi lascio dunque all’ascolto, esteriore ed interiore, di questo brano-SOS-e-denuncia.

Buon fine settimana.

MATERIAL BOY (Ragazzo materialista)

Testo tradotto in italiano

Amo la materia, ma tutto quello che amo va in pezzi così velocemente
Tienilo per me e nel mio cuore
E sono malato tanto quanto i miei segreti
Quindi baby dimmi qual è la mia debolezza?

Ho chiamato lo psicologo, mi ha mandato in un circolo per sistemare la cosa
Ho il piede in bocca
La mia medicina ha smesso di funzionare per la mia anima malata
Sotto la pressione, mi piego

E ho aperto il mio cuore e ho trovato un vuoto spirituale
Questo è un mondo spirituale, io sono un ragazzo materialista
E ho aperto il mio cuore e ho trovato un vuoto spirituale

Questo è un mondo spirituale, io sono un ragazzo materialista
Sono un ragazzo materialista

Profondamente americano, vale a dire profondamente in imbarazzo
Mi chiedo cosa direbbe il mondo?
E probabilmente sono stufo dei miei segreti
Politicamente stupido, ma siamo nella merda profonda

Non posso dire al circolo che il rosso mi ha reso paranoico
La superiorità mi infastidisce
Vale la pena ripetere che sono malato e non posso smettere
Non più cristiano, ma ho ancora paura del giudizio

E ho aperto il mio cuore e ho trovato un vuoto spirituale
Questo è un mondo spirituale, io sono un ragazzo materialista
Sono un ragazzo materialista

Ho riempito tutte le mie tasche
Ho controllato tutte le scatole
Non potevo scappare
Mi trovo ancora odioso

Orgoglioso e senza dio
Egoista e sconsiderato
Sogno-capitale per un ragazzo materialista
Ci sono andato e l’ho perso
Sono andato e ho perso tutto

E ho aperto il mio cuore e ho trovato un vuoto spirituale
Questo è un mondo spirituale, io sono un ragazzo materialista
Sono un ragazzo materialista.

Video ufficiale qui – Se hai spazio, balla

Sonia Serravalli – La vostra scrittrice trasformista.

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