Pearl Jam Unthought Known

Un pezzo dei Pearl Jam che ho sempre amato e una bella poesia.

Una di quelle poesie che ognuno può riempire del proprio significato e del proprio vissuto, trovandovi certamente un pezzo del proprio cammino e un riflesso di qualcosa di noto.

A partire dal titolo, “Imprevisto conosciuto”.

Perché i nostri imprevisti ci sono familiari, non è vero? Non è forse vero che tendiamo ad attrarre sempre gli stessi colpi di scena e sempre gli stessi “incidenti”? Non è un caso, il caso non esiste: semplicemente, la lingua va dove il dente duole. Perché è quello il punto che richiede la nostra attenzione.

“Tutti i pensieri che non consideri mai ma che fai in continuazione.

La mente è ben aperta, la mente è profonda.

Stai affondando?”

Il brano è tratto dall’album Backspacer del 2009.

Una curiosità: il titolo “Backspacer” venne in parte dalla nostalgia dei “backspaces” (cancellazione all’indietro), funzione tipica delle macchine da scrivere di una volta. Ed è una macchina da scrivere che il cantautore della band Eddie Vedder ancora utilizza per scrivere questi brani.

“Backspacer”, disse, “significa che devi tornare indietro e guardare in faccia il tuo errore.”

“Senti il percorso di ogni giorno, quale strada stai prendendo?

Respira forte, facendo soldi, sì, questo è vivere.

Cerchi l’amore in evidenza, che ti meriti di mantenere.

Ingoiato tutto nella negatività, è così triste e disgustoso.

Senti l’aria sopra di te, una piscina di cielo blu.

Riempi l’aria di amore e il buio con la luce delle stelle.

Senti il cielo che ti copre con pietre preziose e diamanti falsi.

Guarda il sentiero, è stato tracciato dalla luna perché tu lo possa percorrere…

Perché tu lo possa percorrere…”

Il pezzo è stato ispirato da una visione incontenibile che ebbe Eddie di una stellata perfetta sopra il Central Park. Scrisse quello che poté di quella visione magica, che per lui rimane comunque indescrivibile, poi si precipitò fuori nella bellezza anziché andare a dormire. Dice che attraverso questo pezzo, può rivivere in parte la visione struggente di quella notte.

“Non è rimasto niente, non è rimasto niente lì,

non è rimasto niente.

Guarda il sentiero, è stato tracciato dalla luna perché tu lo possa percorrere.

Guarda le onde sulle rive lontane. Aspettano il tuo arrivo.

Sogna i sogni di altri uomini e non sarai rivale di nessuno.

Sogna i sogni di altri e allora non sarai rivale di nessuno.

Un tempo lontano, uno spazio lontano, è lì che viviamo.

Un tempo lontano, un posto lontano, e tu cosa stai dando?

Cosa stai dando?”

E tu, cosa stai dando? Hai trovato la tua visione?

Buon ascolto!

Attenzione: crea dipendenza.

– Sonia Serravalli – La vostra scrittrice trasformista.

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