I Disturbed sono una band statunitense di alternative rock, hard rock e alternative metal, attivi dal 1994 (primo album uscito nel 2000, The Sickness).

Ispiratisi ai Sound Garden, Pantera, Metallica e altri, fanno uscire il brano (ma soprattutto il video) che vi commenterò, A Reason To Fight, nel 2018, come singolo tratto dal loro ultimo album Evolution (interessante notare come si sia passati dal primo concetto: “Sickness” – malattia – all’ultima idea: “Evolution” – evoluzione).

Lo so che una canzone dovrebbe parlare da sé, ma non è più così ai giorni nostri. Non prendersi il tempo di guardare il video ufficiale di un pezzo che ci ha colpiti, significa comprenderlo a metà. Infatti, il testo fa solo accenno a un percorso di liberazione personale che nel video viene esemplificato in maniera toccante da simboli universali.

“Quando il demone che è dentro te è pronto a iniziare

e sembra come una battaglia che non vincerai mai.

Quando stai soffrendo per il fuoco e implorando per i tuoi peccati.

Quando non è rimasto niente dentro, c’è ancora un motivo per combattere.”

La “fiaba” del video illustra una situazione di dolore muto, in cui un uomo e una donna sono separati da un vetro sporco. Le loro vite scorrono parallele ma distanti: lei lo pensa ma se ne sente delusa, lui non c’è; lui vuole raggiungere lei, ma non può e non lo fa perché è intrappolato dentro una bottiglia.

“Non permettere che si prendano la tua anima.

Guardami, prendi il controllo.

Combatteremo questa guerra.

Non è qualcosa per cui valga la pena morire.”

La bottiglia può rappresentare la dipendenza da alcool, ma anche la prigionia in un qualunque mondo chiuso che non permette la relazione o la liberazione. Lì si svolgono tutte le battaglie con i demoni invisibili.

La voce di David Draiman completa il quadro semi-epico con la sua “voce baritonale distorta”, con il suo “stile di canto percussivo”. Una voce “che ti fa sentire indistruttibile”, commentano i fans.

“Non mi arrenderò, quindi non mollare

sei caduta ma ti rialzerai

non mi arrenderò.”

La donna, rimasta sola con i figli, decide di togliersi la fede nuziale, volta le spalle alla camera e se ne va.

Dopo sforzi immani, l’uomo, rimasto invisibile nella bottiglia, riesce ad uscire con una mano, afferrare la fede rimasta nella terra e, grazie al suo diamante, operare un foro nel vetro. Per poi liberarsi dalla sua prigione con un grande colpo finale.

Fuori dal suo mondo di vetro, lo aspetta una casa con la porta aperta, da cui esce una luce, come una guida.

“Quando il demone che è dentro te è pronto a iniziare

e sembra come una battaglia che non vincerai mai

quando stai soffrendo per il fuoco e implorando per i tuoi peccati

quando non è rimasto niente dentro, c’è ancora un motivo per combattere.

Sarò il tuo motivo per combattere.

Ti darò un motivo per combattere.”

Ancora una volta nella narrativa artistica, la liberazione passa dal perdere tutto. È proprio ciò che si perde e che cade a terra che si fa strumento per spezzare la propria gabbia.

La storia contiene simboli universali che hanno attraversato le fiabe, il mondo esoterico e occulto, la psicologia e lo studio dell’inconscio. La coppia, la bottiglia (dipendenza e utero), il vetro/schermo, l’anello, il diamante, la casa, la luce.

Non si sottovaluti dunque un brano che può di primo acchito sembrare semplicemente romantico-melodico.

L’epopea prigionia/liberazione fa parte dell’uomo in ogni cosa che fa così come il suo DNA. Per questo non potrà mai diventare “commerciale” o banale. Non certo con questa ragione per combattere.

Non certo con questa voce.

Buon ascolto.

– Sonia Serravalli – La vostra scrittrice trasformista.

VIDEO UFFICIALE QUI (avvisate i vicini):

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