Afterhours – White Widow (La Vedova Bianca)

Tra i sommi rappresentanti dell’alternative rock italiano contemporaneo insieme ai Marlene Kuntz, gli Afterhours si sono formati a Milano ben nel 1986, per sfondare decisamente solo con l’album GERMI nel 1995, quando sono passati dall’inglese alla lingua italiana.

L’attuale formazione è composta da Manuel Agnelli, leader e voce del gruppo, Roberto Dell’Era (basso), Rodrigo D’Erasmo (violino, tastiere), Xabier Iriondo (chitarra), Fabio Rondanini (batteria) e Stefano Pilia (chitarre).

L’album “Germi” fece intendere dalle prime note la personale firma sonora della band, senza dubbi e senza tentennamenti: per dire, il primo brano è siglato interamente dalla distorsione della chitarra elettrica.

Il resto include rivisitazioni punk, psichedeliche, hard rock, space rock e post-grunge. I testi sono anarchici, sensuali, originali, personali, poetici e onirici, a volte beffardi e sarcastici.

Ma oggi è della splendida WHITE WIDOW – LA VEDOVA BIANCA che vi voglio parlare, prodotta dalla band sia in italiano che in inglese. Non sapevo quale delle due versioni presentarvi, dato che si tratta di contenuti diversi, ma direi che la più intensa è quella in italiano – anche se quella inglese non scherza (“facendo l’amore con il serpente nella mia testa”).

White Widow” significa “La vedova bianca” (come da loro pezzo in italiano) ed è anche il nome di una varietà di cannabis molto ricca di principi attivi. E come nei primi decenni del rock avveniva spesso, la lontana evocazione delle sostanze stupefacenti (e a volte psicotrope) e le loro caratteristiche entrano (a livello metaforico e poetico) in un pezzo rock, per intrecciarsi con la storia del protagonista e del suo mondo – e andare, quasi sempre, a raccontare una storia d’amore (o di amore distruttivo). Lasciando spesso nel mistero se si tratti di un messaggio per una donna o per la sostanza stessa da cui si finisce dipendenti – come da certe relazioni.

Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
Un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi.”

Si tratta di uno dei brani cult della band (e personalmente di uno dei miei preferiti, la trovo piena di ispirazione e di atmosfera – e ancora di più, per le mie orecchie, la versione inglese).

Ma bando alle ciance, ecco a voi quel testo con video sotto, in caso lo aveste dimenticato, perché lo facciamo risuonare in giro per l’Italia questo week-end: buon ascolto popolo rock!

E consiglio di vedervi il loro concerto al Mediolanum Forum di aprile 2018!

E’ sbagliato ma ci rende simili

Sonia Serravalli – La vostra scrittrice trasformista.

LA VEDOVA BIANCA

C’è qualcosa dentro di me
Che è sbagliato
E non ha limiti
E c’è qualcosa dentro di te
Che è sbagliato
E ci rende simili

E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini

Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
E se una vita finisce qua
Quest’altra vita presto comincerà

Nel tuo letto la novità
E’ fare a pezzi l’anima
Ma la violenza della stabilità
E’ un modo di morire a metà

E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dai demoni
E c’è qualcosa dentro di noi
Che è sbagliato ma ci rende simili

Un bacio sporco sa
Come un milione di anime
E se una vita finisce qua
Quest’altra vita presto comincerà
So che puoi
Gettarmi via
Ma ciò che vuoi
Lo voglio anch’io
E’ troppo, troppo presto
E’ male
Le tue labbra sono nude
Sai che è solo il tempo
A rivelare la stagione
Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
Un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini
E anche tu hai qualcosa dentro di te
Che è sbagliato e ci rende simili

C’è qualcosa di nuovo per te
E’ sbagliato perché non ha limiti
E anche tu hai qualcosa per me
E’ sbagliato ma ci rende simili
E’ sbagliato ma ci rende simili
E’ sbagliato ma ci rende simili

Sonia Serravalli – La vostra scrittrice trasformista.

Video qui sotto:

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