This Mortal Coil – Song to a Siren

Credo che “Song to the siren” nella versione di This Mortal Coil (band costituita da due membri di The Cocteau Twins: Elizabeth Fraser and Robin Guthriem) sia il pezzo più struggente che io conosca.

Il brano originario di Tim Buckley “Song to the siren” (“Canzone per la sirena”) è stato ripreso e riproposto come cover da un grande numero di artisti (incluso Robert Plant). Ma è nella versione del gruppo This Mortal Coil che esso spopola maggiormente, venendo anche utilizzato in film (David Lynch, in Lost Highway) e pubblicità.

Song To The Siren si rifà al mito di Omero.

Bello notare che non è chiaro, nella canzone così come avviene nella vita, se la “Sirena” sia sempre e solo una donna, o se possa in realtà essere incarnata anche da un uomo, come fa pensare la versione così toccante e intensa di Elizabeth Frazer. L’interpretazione migliore che abbia sentito.

Si tratta, in realtà, di una poesia. Non a caso, l’ho inserita anche a inframmezzare la raccolta delle poesie scritte da me, nel libro “Attraverso il mondo – Per tornare a me”. Il cosiddetto “viaggio dell’eroe” non spetta, infatti, solo agli uomini, ma a chiunque voglia conoscere se stesso/a.

Ed eccoci ad un certo punto all’inevitabile passaggio tra Scilla e Cariddi. Al momento di Song To The Siren.

Si tratta dell’eterna epopea dell’attrazione verso qualcosa o qualcuno che non esiste. O verso la parte inesistente di qualcosa o qualcuno.

Il canto della sirena non è, quasi mai, la sirena. È la sua malia. È la sua trappola. Nessuno ha mai conosciuto realmente la sirena. È la tentazione necessaria affinché il mondo continui a muoversi e affinché l’eroe in viaggio non si impigrisca e non fermi il proprio cammino.

È la carota dopo il bastone e prima del prossimo bastone.

È una prova. Un tranello necessario – quantomeno necessario a scrivere pezzi come questo, che poi fanno il giro del mondo senza sosta per 50 anni (il brano è del 1970). Proprio come Ulisse. Laddove non è chiaro sapere chi delle due parti in gioco sia Ulisse, e chi la Sirena.

Consiglio di ascoltarla da soli, in silenzio, con un buon sound e senza distrazioni. È vietato per legge utilizzare questa canzone come sottofondo per le nostre attività mentre siamo distratti o non le prestiamo attenzione.

Buon viaggio: ci troviamo oltre Scilla e Cariddi, alla prossima puntata.

SONG TO THE SIREN (Tim Buckley)

CANZONE PER LA SIRENA

Rimasi a galla per tanto tempo in oceani senza navi

Feci del mio meglio per sorridere

Finché il canto dei tuoi occhi e delle tue dita

Mi condusse con amore fino alla tua isola.

E tu cantasti

“Naviga fino a qui, naviga fino a qui

Lascia che io ti avvolga.

Io sono qui, sono qui

Aspetto solo di poterti stringere.”

Ho sognato di esserti apparso in sogno?

Eri una lepre mentre io ero una volpe?

Ora la mia stupida barca sta appoggiata

Distrutta e infelice sulle tue rocce

Perché tu canti

“Non mi toccare, non mi toccare

Torna qui domani.

Oh il mio cuore, il mio cuore teme il dolore.”

Sono perplesso come un bimbo appena nato.

Sono pieno di buchi come la marea.

Dovrei stare fermo tra i tuoi frangenti?

O dovrei abbandonarmi alla morte, mia sposa?

Senti il mio canto:

“Nuota verso di me, nuota verso di me

Lascia che io ti avvolga.

Io sono qui, sono qui

Aspetto solo di poterti stringere.”

– Sonia Serravalli – La vostra scrittrice trasformista.

Video ufficiale cover di This Mortal Coil

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